Mindfulness

Cosa è la mindfulness?

La mindfulness è l’abilità di base, che ogni essere umano per natura possiede, di essere pienamente presente istante per istante, di essere consapevole di cosa sta facendo, di non farsi sovra stimolare o sopraffare da quello che gli sta succedendo intorno.

È uno spazio di sospensione in cui possiamo ricaricare le energie ancor più che nel sonno. Se in quest’ultimo avvengono numerosi e dispendiosi processi metabolici e di rielaborazione cognitiva, nella mindfulness l’attività mentale è assente. Le onde celebrali degli emisferi si allineano su un’unica frequenza e il benessere scaturito da questo stato di coerenza è immediato.

Va tuttavia sottolineato come, fin dall’origine, la mindfulness nacque non come tecnica di rilassamento ma come tecnica di consapevolezza, in grado di fornire strumenti indispensabili per non perdere il contatto con il nostro centro e i nostri bisogni.

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Solo la consapevolezza delle emozioni che proviamo, dei sentimenti che ci scorrono dentro e dei pensieri che si accavallano nella nostra mente può portarci ad un radicale cambiamento nella loro gestione. Nel momento in cui non mi accorgo di un piccolo incendio, esso divampa e brucia tutto il combustibile, ovvero le nostre risorse, che trova sul suo cammino. Se riusciamo invece a fermarci e a prenderci cura del fuoco che arde, esso può diventare da minaccia incombente a utile alleato contro il buio dell’inconsapevolezza.

Cosa è la meditazione?

La meditazione è esplorazione. Non ha un’unica definizione. Non è il raggiungimento del vuoto della mente o della concentrazione assoluta. È un posto speciale dove ogni momento può essere colto nella sua unicità. Quando meditiamo, ci avventuriamo nei processi della nostra mente: nelle nostre sensazioni (l’aria che ti accarezza la pelle o un profumo che aleggia nell’aria), nelle nostre emozioni (amare questo, odiare quello, desiderare altro) e nei pensieri (non sarebbe strano vedere un elefante alla guida di uno scuolabus?).

La Mindfulness ci chiede di sospendere i giudizi e liberare la nostra naturale curiosità verso ciò che accade nella mente e nel corpo, avvicinandosi a questa esperienza con calore e gentilezza, verso noi stessi e verso gli altri.

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Il termine buddista tradotto in “Mindfulness” nella cultura da cui origina è riferibile ad un concetto di “pienezza della coscienza” che per semplicità possiamo indicare con “consapevolezza”.
La più antica definizione di cosa sia lo stato di meditazione si trova nella prima sentenza degli Yoga Sutra di Patanjali, che risale al II° secolo a.C., in cui è scritto: yoga citti vritti nirodha, “la meditazione è l’interruzione volontaria della mente”.
Altre figure quali Krishnamurti, Osho, Ramana Maharshi, Nisargadatta, ecc., in modo analogo, definiscono la meditazione come “stato di non mente” (no mind), ossia di uno stato di “consapevolezza senza pensieri”

Manocha suggerisce di definirla come uno “stato di consapevole riduzione dell’attività di pensiero, focalizzazione dell’attenzione sull’attimo presente, riduzione dell’inutile attività mentale ruminativa (mental noise) ”(Manocha 2000). Questa definizione, forse più dettagliatamente, sottolinea che non si riduce completamente l’attività di pensiero, ma il suo eccesso. Essa sottolinea la volontarietà di tale processo e l’orientamento al momento presente.
La Mindfulness, pertanto, rimanda all’abilità di essere totalmente presenti nel momento presente e pienamente consapevoli di quello che ci accade, della natura delle nostre esperienze interne (mentali, fisiche ed emozionali) e di ciò che sperimentiamo.

Chi è Jon Kabat Zinn?

Jon Kabat-Zinn (New York, 5 giugno 1944) è un biologo e scrittore statunitense, Professore Emerito di Medicina e fondatore della Stress Reduction Clinic e del Center for Mindfulness in Medicine, Health Care and Society presso la University of Massachusetts Medical School. Grazie a lui, la mindfulness è approdata nelle terre occidentali diventando oggetto di studi scientifici da parte dei ricercatori di tutto il mondo.

In seguito, ho pensato di proporvi un video di Jon e, subito sotto, ho riportato una traduzione dei suoi contenuti per tutti coloro che avessero difficoltà con la lingua inglese.

Il mio nome è Jon Kabat – Zinn e la mia definizione operativa della Mindfulness è "la consapevolezza che emerge nel focalizzare l’attenzione in modo intenzionale nel momento presente, in modo non giudicante, spesso al servizio dell'auto-consapevolezza e della saggezza".

Noi ci prendiamo troppo seriamente perché crediamo che ci sia qualcuno da prendere seriamente. Diventiamo le star del nostro stesso film, “la storia di me stesso”, la star sono sempre io, ed ovviamente me e gli altri diventiamo attori del nostro film e ci dimentichiamo che è un artificio, è una costruzione, non è un film, non c’è nessun “Tu” che puoi trovare se inizi realmente a staccarti da questo meccanismo. Sei tu il tuo nome? Sei la tua età? Sei i tuoi pensieri? Sei le tue opinioni? Sei la tua eredità genetica? Persino i tuoi geni, se mediti o mangi diversamente, si esprimeranno in centinaia di modi diversi, dunque non sei neppure il tuo patrimonio genetico quindi... chi sei? È qui che casca l’asino, la domanda è molto più importante delle risposte preconfezionate che siamo abituati a darci. Possiamo dunque notare questo fenomeno chiamato Selfing, che si configura nel tempo che dedichiamo a rincorrere la narrativa di e su noi stessi che ora è stata identificata in specifiche regioni cerebrali che operano questa automatica

auto-narrazione di me stesso. E la Mindfulness MBSR ha mostrato di attivare altre aree più laterali dove non ci sono più storie su di me, c’è solo il respiro che entra ed esce, e non sono io che respiro: se la respirazione dipendesse da me sarei morto molto tempo fa. Whoops, mi sono mi sono distratto, mi son dimenticato (di respirare)..son morto.